Tempietto neoclassico
Elemento di rilievo del progetto dell’architetto Giuseppe Piermarini per la sistemazione paesaggistica dell’area annessa alla Villa Arciducale e al giardino d’impianto formale, il Tempietto Neoclassico rappresenta uno dei punti focali più suggestivi dei Giardini Reali, grazie all’affaccio sul laghetto e alla posizione sopraelevata. Fin dalle origini era circondata da una vegetazione studiata per riflettersi nell’acqua e valorizzarne la composizione tanto che il sistema così concepito è riccamente documentato sin dagli inizi del XIX secolo.


Laghetto
Romantico angolo dei Giardini Reali, il Laghetto, opera di Giuseppe Piermarini, è un sinuoso specchio d’acqua alimentato dalla Roggia del Principe, dove si riflettono le fronde degli alberi, la grotta con la statua del Nettuno (o del dio Lambro) e il Tempietto neoclassico. A est, un salto di quota genera una cascata che conduce l’acqua presso un bacino inferiore e quindi in una roggia che giunge nel Laghetto della Valle dei Sospiri per confluire poi nella Roggia della Pelucca.
Roggia del Principe
Corso d’acqua realizzato per alimentare il laghetto e i giochi d’acqua dei Giardini Reali. Il sistema prevedeva un meccanismo di compensazione: alcune sorgenti appositamente acquistate immettevano acqua nel Lambro per bilanciare quella prelevata a valle, a Sovico, dove la roggia aveva origine. Disattivata negli anni Cinquanta del Novecento, oggi è attiva a partire dai Giardini Reali grazie ad un pozzo situato presso Cascina Bastia. Dopo aver formato il Laghetto, la cascata e lo specchio d’acqua sottostante, attraversa il prato dietro la Villa Reale, dà origine al Laghetto della Valle dei Sospiri e confluisce nella Roggia della Pelucca. Nel tempo ha favorito lo sviluppo di un ricco ambiente con una significativa varietà di specie animali e vegetali.


Giardino roccioso
Progettato da Giuseppe Piermarini nei pressi della cascata, presenta una grotta-ninfeo con belvedere un tempo caratterizzata da un’elaborata facciata architettonica, successivamente rielaborata ad imitazione delle rocce naturali. Risulta un elemento di grande importanza nell’organizzazione dei Giardini Reali con scalinate, rampe, piccole vasche e canaline dove un tempo scorreva l’acqua.
Torretta e mura neogotiche
La Torretta e le mura neogotiche testimoniano il gusto per le rovine che trovò ampia diffusione nei giardini ottocenteschi, rendendo quest’ambito uno dei punti più caratteristici dei Giardini Reali. Dopo aver deciso di conservare la preesistente vigna, l’architetto Luigi Canonica pensò di arricchire la riva del laghetto con un nuovo fabbricato; il progetto fu però portato a compimento dal suo successore, l’architetto Giacomo Tazzini, intorno al 1824.
Il “finto castello con annessa torre”, posto in posizione panoramica, presenta una pianta rettangolare con sviluppo su due piani, portico e torre belvedere alta circa trenta metri, affacciata sui Giardini e sul Parco. L’apparato decorativo comprende gli stemmi di Monza, degli Sforza e degli Asburgo, oltre a un bassorilievo in cotto con scene di caccia. Accanto ad esso si sviluppa un tratto di mura in forma di rovina con portale ad arco acuto, camminamento superiore e torrino d’angolo, ispirato all’antico sistema difensivo cittadino. L’insieme, inserito in un suggestivo gioco di dislivelli, compare fin dagli anni Venti dell’Ottocento in incisioni e vedute.


Antro di Polifemo
Cavità artificiale che ripropone una formazione naturale, l’Antro di Polifemo, realizzato da Giuseppe Piermarini, è concepito quale punto focale ed elemento scenografico. Deve il proprio nome al richiamo mitologico di Polifemo, coerente con il carattere cavernoso e con la forte carica evocativa, pensata per suscitare sorpresa e suggestione nel visitatore. Recentemente, dopo la riapertura dell’accesso murato, è stata scoperta un’angusta cavità rivestita in ceppo.
Ha-ha
I Giardini Reali nascondono tre interessanti Ha-ha che li mettono in relazione con il Parco. Si tratta di un espediente che consente di preservare una visuale ininterrotta verso l’esterno grazie ad un muro posto a livello del terreno, con un fossato sul lato opposto che impedisce lo scavalcamento. Due Ha-ha sono rivolti verso la Cascina del Sole mentre il terzo si trova lungo il cannocchiale prospettico centrale che dalla Villa Reale prosegue nei Giardini e quindi nel Parco. Attualmente, tutti e tre presentano una cancellata metallica.


Cannocchiale prospettico
L’ampia veduta che si offre dalla facciata della Villa Reale verso il parterre erboso, coincide con il cannocchiale prospettico dell’impianto formale proposto dall’architetto Piermarini in direzione della residenza asburgica di Schönbrunn. Dopo la successiva trasformazione dell’impianto, il parterre erboso, contornato da esemplari arborei monumentali, divenne uno dei viali più utilizzati per le battute di caccia a cavallo.
Portale neogotico
Costruito nel 1850 in stile neogotico, con materiali quasi certamente provenienti dal Duomo di Milano, il Portale fu realizzato da Giacomo Tazzini, in linea con la moda ottocentesca dei revival. La struttura presenta un arco a sesto acuto con modanature a torciglione, una raffinata decorazione a traforo, delicati elementi in marmo e pinnacoli nella parte sommitale. Il portale monumentale è posto in asse con la strada che segna il limite orientale dei Boschetti Reali e conduce verso il centro di Monza.


Viale dei tigli dell’Orangerie
A nord del Serrone, all’interno dei Giardini Reali, è presente un viale alberato di grande impatto visivo dove i tigli intrecciano le loro fronde creando una suggestiva volta. Questo effetto rende il viale un elemento dal grande valore scenografico.