Architetture

Scopri le architetture del Parco: Ville, cascine, mulini, ponti, tracce del passato e del presente

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Ville

Cascine

Mulini

Ponti

Villa Mirabello

Costruita nella seconda metà del XVII secolo dalla famiglia Durini, che possedeva il feudo di Monza fin dal 1648, sorge sulle rovine di un antico castello di proprietà della nobile famiglia spagnola de Leyva, da cui nacque Marianna, divenuta Suor Virginia e nota come la Monaca di Monza. Tra il 1776 e il 1786, quando fu abitata dal cardinale Angelo Maria Durini, la Villa, abbellita con affreschi e ristrutturata, divenne luogo di feste, ricevimenti e cenacolo di letterati e artisti.

Villa Mirabellino

Nel 1776 il cardinale Angelo Maria Durini arricchì la proprietà del Mirabello con un’elegante dépendance destinata ai salotti letterari, alle conversazioni poetiche e alla musica, posta sull’altura di fronte alla residenza. L’architetto Giulio Galliori elaborò il progetto di una villa sui modelli del gusto settecentesco lombardo, con pianta a “U” aperta intorno al cortile centrale e un’importante facciata posteriore.

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Fagianaia Reale

L’edificio, realizzato nel 1838 secondo il progetto dell’architetto Giacomo Tazzini, era in origine destinato all’allevamento di fagiani per gli svaghi venatori della Corte. Venne poi interessato da interventi di restauro curati dall’architetto Piero Portaluppi. Oggi è sede di un ristorante.

Cascina Bastia

L’intero complesso deriva dalla ristrutturazione di un più antico edificio a opera dell’architetto Canonica avvenuta tra il 1805 e il 1825. Destinata, in origine, a scuderia, si presenta con una lunga ala longitudinale che si sviluppa parallelamente a Viale Cavriga. Oggi è sede di noleggio di biciclette.

Cascina del Sole

Posta al centro della “Valle dei Sospiri”, nell’area sud-ovest del Parco, la Cascina deve il suo nome alla stupenda posizione che la caratterizza, al centro di un grande prato con la facciata rivolta a mezzogiorno. Sul retro dell’edificio, risalente al quarto decennio del XIX secolo, è ancora possibile ammirare un vecchio pozzo, mentre in facciata è stato recentemente riprodotto il simbolo lombardo del sole raggiato.

Cascina Casalta

La cascina si sviluppa attorno a una corte rustica su cui si affacciano stalle e fienili. Progettata tra il 1805 e il 1825 dal Canonica e completata dal Tazzini, conserva il tradizionale ingresso ad arco. Il corpo più antico, che ospitava i “massari” del Parco, è caratterizzato da loggiato su due piani sostenuto da colonnine neoclassiche. Luigi Tarantola, architetto di corte in epoca sabauda, curò il suo ampliamento nel 1894.

Cascina Fontana

L’edificio, segnalato nel Catasto Teresiano del 1722 come cascina Lomagni, venne demolito per essere riedificato in forme neogotiche nel 1825 su disegno del Canonica a pianta quadrata, con finti loggiati su pilastri ottagonali, e una singolare facciata ricca di spunti innovativi anche nell’uso di materiali “poveri”. Restaurata, dal 2007 la cascina ospita gli uffici del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza. Di fronte alla Cascina sono in corso i lavori di recupero degli spazi dei rustici realizzati per l’ippodromo. Diventeranno luogo di ricovero dei mezzi del Parco. 

Cascina Cattabrega

La cascina, sorta sulle rovine di una costruzione più antica, conserva la sua fisionomia ottocentesca, strutturata su due piani, con stalla e vano per gli attrezzi a pianterreno e abitazioni al primo piano. Negli anni Venti del secolo scorso divenne struttura di servizio per l’ippodromo. Oggi è sede di un allevamento di cavalli.

Cascina frutteto

La cascina è caratterizzata da una struttura tipicamente lombarda con torretta belvedere progettata dal Canonica, è circondata da uno stupendo giardino di alberi da frutto, originariamente disposti a raggiera attorno all’edificio. La cascina è sede della Scuola Agraria del Parco di Monza, fondata nel 1902 da Aurelia Josz, ideatrice della prima scuola di agraria femminile in Italia, filantropa, educatrice. Oggi la scuola è un centro di formazione professionale su scala regionale e nazionale per giardinieri, arboricoltori, florovivaisti, forestali, tecnici e progettisti. 

Cascina Cernuschi

Trasformata nel 1847 dal Tazzini, in origine era sede dell’allevamento di cavalli del Mirabello. L’edificio ha una pianta a T, con due cortili rustici laterali. Durante i numerosi rimaneggiamenti le finiture delle facciate vennero aggiornate secondo la moda d’inizio Novecento, con cementi decorativi e pietre sintetiche. Ospita il nucleo dei Carabinieri a cavallo.

Cascina San Fedele

L’edificio, situato su un poggio naturale, è caratterizzato da decorazioni in stile eclettico, che esalta alcuni reperti di epoca medievale. Nella facciata principale sono stati inseriti marmi bianchi e grigi e alcuni elementi di rilievo provenienti dalla demolita chiesa di Santa Maria di Brera a Milano. Oggi l’edificio è destinato ad attività sportive e didattiche.  

Cascina Costa Alta

Progettata dall’architetto Giacomo Tazzini nel 1824, la Cascina presenta una facciata con finestre ad arco e timpano di coronamento che richiama le ville signorili, completata da belvedere. Destinata essenzialmente ad attività agricole come scuderia, con pozzo e forno, la sua la struttura fu realizzata in una posizione panoramica ed elevata da cui l’appellativo alta. Oggetto di un restauro conservativo, è divenuta sede di un ostello.

Cascina Costa Bassa

L’edificio, noto come “ospedale dei cavalli”, essendo un tempo utilizzato come luogo di sosta durante le passeggiate reali, colpisce per la sua insolita veste classicheggiante in contrasto con le funzioni rurali. Oggi ospita un Centro diurno per anziani. 

Cascina Pariana

Conosciuta anche come Cascina Isolina, è un piccolo edificio, non più in uso, situato nell’area concessa alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, a sud del Viale Cavriga e a est del Lambro, realizzato nella seconda metà del XIX secolo come fienile e postazione per l’allevamento della selvaggina presente nel parco.

Cascina del forno

Chiamata anche Fornasetta per la presenza di un antico forno con camino in uno dei locali principali posti a pianterreno, è una cascina di fine Settecento allora adibita ad abitazioni private. Durante la seconda metà del XIX secolo ha subito consistenti modifiche. Era l’abitazione del Direttore dei Reali Giardini.

Serraglio dei Cervi

La porta scenografica, progettata dall’architetto Canonica in stile neogotico, si erge isolata all’interno del Bosco Bello. Caratterizzato dall’arco ogivale direttamente nascente dal terreno e affiancato da due torrette slanciate, esso serviva da ingresso all’area originariamente destinata al ripopolamento della selvaggina utilizzata per le caccie reali e rinchiusa in uno spazio recintato dopo il 1850 a causa dei danni provocati all’agricoltura.

Padiglione Cavriga

L’edificio, situato su una dolce altura in prossimità di Porta Monza, era probabilmente la dépendance di qualche villa signorile. A pianta centrale, con muri perimetrali in laterizio, fu costruito nel 1840 in stile neoclassico su progetto dell’architetto Giacomo Tazzini, che in quegli anni curò interventi di ristrutturazione, integrazioni ed aggiunte architettoniche agli edifici progettati dal Canonica. Oggi è utilizzato come punto ristoro.

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Mulino San Giorgio

È l’ultimo dei mulini progettati dall’architetto Giacomo Tazzini e il più elaborato. Quando era attivo veniva azionato dal Lambro, attraverso la Roggia Molinara. La cascina, già rilevata nel XVII secolo, è composta da due edifici, ad uso abitativo e agricolo. È sede di un’azienda agricola.

Mulini Asciutti

Composti da due edifici paralleli, uniti tra loro da un camminamento porticato, i Mulini Asciutti sono opera di Giacomo Tazzini e risalgono al 1834; all’interno si possono ammirare i vecchi ingranaggi, le due sale di macina e i controlli delle chiuse. Ospitano la sede del CREDA, Centro Ricerca Educazione Documentazione Ambientale, che realizza corsi di educazione ambientale per bambini.

Mulino del Cantone

Il piccolo edificio, risultato delle trasformazioni operate dal Tazzini nel 1840 i, è dominato dalla preesistente torre medioevale in mattoni a vista; è situato al centro di un’area boscata lungo il Lambro, del quale costituiva un privilegiato punto di osservazione. Più volte restaurato, il mulino è probabilmente l’unico reperto ancora esistente dell’antica linea difensiva a protezione di Monza.

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