Villa Reale

Paolo Paulucci delle Roncolle

Marchese e tenente colonnello Paolo Paulucci delle Roncole, discendente da sette generazioni di militari piemontesi, al servizio di re Umberto I come aiutante di campo per quattro anni, dal 1892 al 1896.

Attraverso la sua testimonianza, raccolta sotto forma di diario pubblicato postumo dal figlio pittore Enrico, possiamo ricostruire la cronaca quotidiana della vita di corte dei Reali, nonché conoscere aneddoti e curiosità suoi Sovrani.

Re Umberto viene descritto come un uomo che parla spesso in dialetto, poco appassionato di arte o letteratura, a differenza della consorte Margherita, ma eccellente tiratore.

Paulucci racconta la possente fisicità del Sovrano che gli consentiva di cavalcare per ore e di dedicarsi alle lunghe battute di caccia, sua grande passione insieme a quella per le belle donne. Nel suo diario Paulucci è testimone dell’amore del Re per la Duchessa Litta di Vedano e del suo cattivissimo umore quando vi è presente la Regina.

Anche se non più al servizio del Sovrano, Paulucci annota nel suo diario del regicidio in data 29 luglio 1900 “A Monza alle 20 il Re Umberto, che erasi recato ad assistere ad una gara di ginnasti, viene ucciso con tre colpi di rivoltella da Gaetano Bresci mentre saliva in vettura accompagnato dai Genn. Ponzio Vaglia e Avogradro di Quinto…”