Parco di Monza

Aglio Orsino

Aglio Orsino

Se vi capita in questi giorni di inizio maggio di passeggiare lungo i viali del Parco, arriverà al vostro naso un forte sapore agliaceo. Guardatevi attorno e scoprirete che non c'è nessuno che sta cucinando una zuppa di aglio! Sono semplicemente i fiori dello strozzagallin (nome dialettale lombardo) che tappezzano il sottobosco: questi sono talmente tanti e talmente belli che vien voglia di tuffarsi in questo mare bianco. Il nome volgare di questa graziosa erba è aglio orsino (Allium ursinum); essa fiorisce da fine aprile a metà maggio. E' una pianta graziosa frequente in Europa, più rara nel Nord e soprattutto nella zona mediterranea. La si trova anche in Asia occidentale e nel Caucaso.

Pianta erbacea perenne, bulbosa, che raggiunge un’altezza di circa 20-30cm. Le foglie, che ricordano quelle del mughetto, compaiono fra febbraio e marzo. Il fiore, a ombrello, di colore bianco, sboccia tra aprile e giugno. Della stessa famiglia dell’aglio e della cipolla usati in cucina, emana un pungente profumo agliaceo, percepibile anche a distanza di metri. A portamento tappezzante, ricopre rapidamente le zone umide e ombrose del sottobosco, contrastando la crescita di piante infestanti. L’origine del nome è incerta; citato fin dal I sec. d.C. nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il termine latino “ursinum” probabilmente si riferiva, trattandosi di una specie selvatica, agli orsi che popolavano i boschi in cui la pianta era diffusa, e che se ne cibavano al risveglio dal letargo.
Molto diffuso nel Parco, dove in primavera ricopre il sottobosco di uno spettacolare tappeto di fiori bianchi e stellati.

Il nome dell'aglio orsino deriva dal latino anhelare "respirare". Gli insetti sono molto importanti nel ciclo vitale dell'aglio orsino. L'impollinazione avviene ad opera delle api e la dispersione dei semi ad opera delle formiche. Le proprietà di tutte le parti dell'aglio orsino sono praticamente corrispondenti a quelle dell'aglio comune. Dell'aglio orsino si usano comunemente le parti aeree fresche e se ne sfrutta prevalentemente l'azione depurativa. A questo scopo si usano le parti verdi che, mescolate ben fresche nelle insalate, sono particolarmente indicate contro le eruzioni cutanee croniche.
Il fratello dell'aglio orsino si chiama Allium moly, dal greco "magica erba" che, come narra Omero nell'Odissea, l'intraprendente Ulisse, su indicazione di Hermes, avrebbe dato ai suoi compagni trasformati in porci dalla maga Circe perché riacquistassero sembianze umane.
Le proprietà dell'aglio orsino sono: depurative, diuretiche, ipotensive, coleretiche, antisettiche, rubefacenti (parte aerea – fiori foglie fresche)